L’omofobofobia

Come dicevo, se non sei di qui, devi essere di là.

Nuova pubblicità dei 4 salti in padella che vanno nel microonde. Mamma che parla al figlio. Mamma che decanta al figlio quanto sono belli i 4saltinpadella. Mamma che declama al figlio “adesso farai un figurone col tuo coinquilino”. Figlio che risponde “Mamma, non è il mio coinquilino, è il mio compagno”.

Valore aggiunto di questa informazione: zero. Zero. ZERO.

Non mi interessano i gusti sessuali della gente. Uno può fare sesso con dei criceti, non mi interessa.

Cosa cavolo cambia sapere che “non è il suo coinquilino, è il suo compagno”?

Se la discriminazione nei confronti degli omosessuali è una cosa stupida, l’esaltazione è altrettanto stupida. Anzi, suona ancora più discriminatoria e ipocrita.

“Ci illudiamo di essere un’azienda moderna, dobbiamo fare le pubblicità moderne, dobbiamo mettere una coppia omosessuale, se no siamo out“.

Col risultato di rendere “diversa” una coppia omosessuale (che, tra l’altro, nemmeno appare nello spot).

Il vero Gay Pride sarà quando alla domanda “ma quei due uomini sono gay?” la sola risposta accettabile sarà “boh, perché, cosa cambia?”…

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Si può ancora discutere?

Pare che in questa Italia non si riesca più a discutere di nulla.

O sei pro, o sei contro. E se sei pro, resti pro. Idem per contro, ovviamente.

Io, ad esempio, non sono di sinistra, non sono no tav, non sono no global, non sono vegano, non sono grillino, non penso che tutti i politici siano ladri e/o mafiosi, non voglio impiccare ogni banchiere o chi (tantisssssimi) ha più soldi di me.

Sono quello che una volta era definito liberale, credo. Ma dopo Tangentopoli questa parola ha assunto un significato negativo…

Diciamo allora quello in cui credo.

Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards. Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa, che viene a prendere l’affitto ogni primo del mese. Credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi. Credo che un’Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa. Credo che non sia tutto qua, però prima di credere in qualcos’altro bisogna fare i conti con quello che c’è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche Dio. Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose. Credo che c’ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock n’roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stro**ate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddie Merckx. Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un ca**o della vita degli altri.

Ok ok, ovviamente è Freccia che parla… ma ammetto che mi ha rubato dalla bocca un bel po’ di parole (ed erano umide, che schifo!).

Mmm un intro un po’ lunga, ecco perché non diventerò mai un blogger di successo…

Soprattutto perché sono andato fuori tema.

Paleari: 4 al 5.